Pubblica articoli sponsorizzati su testate e blog verificati in 28+ paesi. Prezzo per sito, redazione opzionale, link permanente.
Gli **articoli sponsorizzati su testate** sono contenuti pubblicati a pagamento su siti editoriali, con un link verso il tuo sito e con la credibilità della testa che li ospita. In questa pagina chiariamo cosa sono e in cosa si distinguono da guest post e comunicati stampa, quali regole di trasparenza vanno rispettate, quanto costano e come sceglierli e misurarli. Poi, se vuoi acquistare, trovi i riferimenti per farlo con criterio.
Un articolo sponsorizzato è un contenuto che un inserzionista paga per far pubblicare su un sito editoriale. Il publiredazionale (o advertorial) è la forma più vicina alla redazione: ha tono e formato di un articolo giornalistico, ma resta un contenuto commerciale e come tale va dichiarato. Nella pratica del mercato i due termini si sovrappongono spesso, e quando si parla di articoli sponsorizzati su testate si intende in genere questo tipo di pubblicazione a pagamento, con un link verso il sito dell'inserzionista.
Il comunicato stampa ha un altro scopo: annunciare una notizia (un lancio, un accordo, un evento) e metterla a disposizione dei giornalisti, che sono liberi di usarla o ignorarla. Può essere ripreso da più testate, ma nessuna pubblicazione è garantita. L'articolo sponsorizzato, invece, viene concordato con l'editore prima della pubblicazione.
Il guest post è un contributo proposto a un sito da un autore esterno, spesso senza pagamento diretto, ma con una valutazione editoriale più selettiva. La differenza è meno netta di quanto sembri: in molti casi un guest post ha comunque un costo, e il confine dipende dalle regole del sito. Se vuoi un confronto approfondito, leggi articoli sponsorizzati vs guest post oppure la guida completa al guest post.
Un contenuto a pagamento deve essere riconoscibile come tale dal lettore. Nella pratica significa una dicitura chiara come «Contenuto sponsorizzato», «Publiredazionale» o «In collaborazione con», posta in modo visibile, per esempio in testa all'articolo. Le regole precise dipendono dal Paese e dal tipo di sito, quindi conviene verificarle con l'editore e, per campagne rilevanti, con un consulente legale.
Sul piano tecnico, Google chiede di qualificare i link a pagamento con l'attributo rel="sponsored". Un link marcato così non trasmette valore nello stesso modo di un link editoriale classico, ma può comunque portare visite qualificate, visibilità di marca e contesto tematico. Un link dofollow acquistato senza alcuna segnalazione, invece, va contro le linee guida di Google: il rischio esiste, anche se dipende da quanto la pratica è sistematica e innaturale.
Per questo la scelta tra link con e senza attributo va fatta con realismo. Ogni scheda del catalogo indica il tipo di link prima dell'ordine, così sai in anticipo che cosa stai acquistando. Per approfondire come impostare un piano sostenibile, vedi la guida all'acquisto sicuro dei backlink.
Il prezzo dipende soprattutto dall'autorità del sito, dalla sua audience e dal Paese. L'indice dei prezzi di LinkBooster (articolo incluso, IVA esclusa) li organizza per fascia di autorità DR o DA, mostrando il 25º percentile, la mediana e il 75º percentile. Per i siti con autorità 0–19, che sono 162709 e coincidono in buona parte con piccoli blog specializzati, la mediana è di 139 €, con un intervallo da 69 a 335 €. Nella fascia 20–29 (17874 siti) la mediana sale a 152 €.
Nelle fasce intermedie, tipiche di molti media regionali o di settore, i valori crescono: 257 € di mediana per DR 30–39 (15921 siti) e 40–49 (10524 siti), con 195 € per la fascia 50–59 (12321 siti). Salendo, la forbice si allarga molto: per DR 60–69 (3939 siti) la mediana è 410 €, con un 75º percentile di 1377 €. Per i grandi media con autorità 70 o più (4448 siti) la mediana è 1224 € e si va da 335 a 3378 €.
Anche il Paese incide. Le mediane per Paese vanno da 47 € per l'Ucraina (5398 siti) e 105 € per la Francia (124916 siti) a 432 € per l'Italia (6846 siti), 500 € per i Paesi Bassi (7187 siti) e 731 € per la Germania (13715 siti). Altri esempi: Stati Uniti 191 €, Regno Unito 238 €, Spagna 288 €, Canada 350 €. Sono valori indicativi, non tariffe fisse: ogni editore fissa il proprio prezzo. Per un metodo di valutazione, consulta prezzi dei backlink nel 2026 e come stimarne il valore e la pagina prezzi e costo dei backlink.
Il primo criterio è la coerenza. Una testata il cui pubblico e i cui contenuti sono vicini al tuo settore rende l'articolo credibile per i lettori e leggibile per i motori di ricerca. Un sito che pubblica di tutto, senza una linea riconoscibile, è un segnale di cautela. Il catalogo è organizzato in 16 tematiche, per esempio news e media, business e imprenditoria, tecnologia e informatica o finanza e investimenti, e in 69 Paesi con una pagina dedicata.
Il secondo criterio è l'insieme dei dati del sito. Ogni scheda mostra, prima dell'ordine, autorità, traffico stimato, tematica, Paese, lingua, prezzo e tipo di link. L'autorità è utile come indicatore comparativo, ma non va letta da sola: un DR alto con traffico quasi nullo o con segnali di rete di siti artificiale è meno interessante di un sito più piccolo con un pubblico reale. Per imparare a riconoscere i casi dubbi, leggi come riconoscere PBN e link farm e quali metriche SEO contano davvero.
Infine il Paese e la lingua: se il tuo mercato è l'Italia, una testata italiana è quasi sempre la scelta più sensata, anche se più costosa della media di altri Paesi. Se punti a più mercati, serve una strategia per ciascuno; ne parliamo in SEO internazionale e backlink. Puoi esplorare il catalogo completo nella pagina comprare backlink: prezzi e catalogo.
Un buon brief evita rifacimenti. Definisci l'angolo: l'articolo deve offrire un'informazione utile al lettore della testata, non essere una pubblicità mascherata. Indica la parola chiave su cui lavorare, il livello di dettaglio atteso, il tono e le fonti da citare. Più il testo risponde a una domanda reale, più ha senso sul sito e meno risulta forzato.
L'ancora va scelta con misura. Un'ancora esatta ripetuta su molti siti è uno dei segnali più facili da riconoscere come manipolazione; meglio alternare ancore di marca, ancore generiche, URL nudi e qualche variante descrittiva. Trovi un approccio dettagliato in distribuzione degli anchor text.
Il testo può essere fornito da te oppure commissionato come opzione. In entrambi i casi chiarisci con l'editore chi rilegge e approva la versione finale, se sono ammesse modifiche e per quanto tempo l'articolo resterà online. Un articolo che sparisce dopo poche settimane vale poco: se la durata è importante per te, mettila nero su bianco prima dell'ordine.
Il primo controllo è l'indicizzazione: verifica che l'articolo sia stato pubblicato come concordato, che il link sia presente con l'attributo previsto e che la pagina compaia nei risultati di ricerca. Un contenuto non indicizzato non porta alcun beneficio SEO, per quanto la testata sia autorevole.
Poi guarda le posizioni delle pagine di destinazione per le parole chiave che ti interessano. Gli effetti di un singolo link sono difficili da isolare e possono richiedere settimane o mesi; nessuna testata, per quanto autorevole, garantisce un posizionamento. Per questo è utile misurare il profilo di link nel suo insieme e non un solo acquisto.
Infine, valuta traffico e conversioni: visite di riferimento dall'articolo, tempo sulla pagina, richieste di contatto o vendite. Gli articoli sponsorizzati servono anche alla notorietà di marca e, sempre di più, alla presenza nelle fonti usate dai motori con IA, tema trattato in backlink e ricerca con IA. Se hai bisogno di continuità, l'abbonamento mensile di link building prevede tre formule: Essenziale con 2 articoli al mese (DR 20+, 329 € IVA esclusa), Crescita con 4 articoli (DR 30+, 1090 €) e Autorità con 6 articoli (DR 40+, 2290 €). L'elenco dei siti è validato da te prima di ogni acquisto, con rapporto mensile e impegno di 6 o 12 mesi.
È un contenuto pubblicato a pagamento su un sito editoriale, di solito con un link verso il sito dell'inserzionista. Ha il formato di un articolo, ma è una comunicazione commerciale e deve essere riconoscibile come tale. Si distingue dal comunicato stampa, che non garantisce alcuna pubblicazione.
Dipende da autorità, audience e Paese. Secondo l'indice dei prezzi di LinkBooster, la mediana va da 139 € per i siti con DR 0–19 a 1224 € per quelli con DR 70+, articolo incluso e IVA esclusa. Per l'Italia la mediana è di 432 €. Sono valori indicativi: ogni editore fissa il proprio prezzo.
In linea generale sì: il lettore deve poter capire che il contenuto è a pagamento, con una dicitura visibile. Per i link a pagamento Google raccomanda inoltre l'attributo rel="sponsored". Le regole esatte variano per Paese, quindi verificale con l'editore o con un consulente.
Sì. La redazione dell'articolo può essere fornita da te oppure ordinata come opzione. In entrambi i casi conviene concordare con l'editore revisione, eventuali modifiche e durata di permanenza online.
I tempi annunciati vanno da 7 a 30 giorni. Il pagamento resta trattenuto dalla piattaforma fino alla pubblicazione e, se l'articolo non esce nel termine previsto, il cliente viene rimborsato.